Stocco alla mammolese

Lo “Stocco alla mammolese” è un piatto tipico di Mammola (piccolo centro della provincia di Reggio Calabria), preparato nella “tiana”, recipiente di terracotta usato per le ricette più tradizionali.

La nostra versione dello “Stocco alla mammolese” non vuole assolutamente sostituirsi alle tante “ufficiali” ma essere di contributo alla promozione e alla valorizzazione del piatto stesso. Lo “Stocco alla mammolese” è stato incluso dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (Suppl. Ord. Gazzetta Ufficiale N°167 del 18-7-02 pag. 13 N°201).

Ingredienti:
1 kg Patate
1 kg Salsa di pomodoro
1 Cipolla rossa
4 Peperoncini essicati
q.b. Olive in salamoia
q.b. Olio di oliva extravergine
q.b. Sale
1 kg Stocco di Mammola spugnato
50 g. Capperi dissalati

Preparazione: In un tegame fate soffriggere nell’olio la cipolla affettata. Mettete poi i pelati o la salsa e fate cuocere a fuoco lento per circa 5 minuti. Salate e aggiungete le patate a spicchi e dopo pochi minuti lo stocco a pezzi.

Lasciare cuocere a fuoco lentissimo, per circa 20 minuti, dopo aggiungere le olive e i peperoni e mescolare con molta attenzione o agitare l’intero tegame.

Spegnere il fuoco e dopo aver fatto riposare per qualche minuto servire. A piacere si possono aggiungere con lo stocco le ventresche (trippiceji) del pesce.

Mammola: qualche curiosità dal piccolo borgo calabrese

Mammola è un comune di Reggio Calabria di 3.176 abitanti. Posto sul versante Jonico della Calabria, tra l’Aspromonte e le Serre, al centro tra il mare e la montagna, lungo la S.G.C. Jonio-Tirreno del valico della Limina, fu abitato fin dai tempi della Magna Grecia.

Mammola, centro d’arte, turistico e gastronomico, ricco di storia e tradizioni, che conserva l’impianto medievale sulla quale sono leggibili gli interventi successivi nei quali si inseriscono alcuni manufatti sei-settecenteschi notevoli di memoria. Molti degli edifici conservano le parti antiche e l’apparato decorativo sei-settecentesco.

I visitatori ed i turisti sono tanti, non solo nel periodo estivo, ma anche nel corso dell’intero anno. Con la sua posizione invidiabile lungo la S.G.C. Jonio-Tirreno, a due passi dal mare e dalla montagna, si raggiunge facilmente per la sua centralità, sia dalla Locride che dalla Piana di Gioia Tauro-Rosarno che dalla costa del Vibonese.
Mammola è anche Porta d’Accesso e Centro Visita del Parco Nazionale dell’Aspromonte e sede della Comunità Montana Limina.
In particolare, la Porta di accesso di Mammola è ospitata presso un edificio storico, recentemente restaurato dall’Ente Parco. Attraverso la realizzazione di questa Porta di Accesso, il Parco dell’Aspromonte ha voluto sottolineare l’importanza dell’Archeologia industriale ripercorrendo, attraverso i suoi manufatti, la sua importanza nel contesto temporale e nella quotidianità delle persone del tempo.

Si tratta di antichi mulini e frantoi che ancora oggi evidenziano la scoperta della macchina idraulica capace di sostituire la forza animale con effetti rivoluzionari nel mondo della produzione industriale.
La storia, quindi, raccontata attraverso strutture che hanno garantito le risorse alimentari indispensabili per la vita delle popolazioni locali.

La Porta di Accesso di Mammola costituisce un punto di riferimento per quei turisti, visitatori, studenti che vogliono approfondire alcuni importanti aspetti del territorio; soprattutto sull’antica imprenditoria, e in particolare sull’archeologia industriale del Parco.

All’interno della struttura è possibile trovare materiale divulgativo, assistere alla proiezione di video e ottenere indicazioni sugli itinerari escursionistici che si possono fare nell’area della Limina.

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