Il Rafano, le verità sul “tartufo dei poveri”. Prepara la Rafanata con la nostra ricetta.

Il rafano (conosciuto anche come il “tartufo dei poveri”) è una radice dal gusto fortemente aromatico coltivata nell’entroterra montuoso della Lucania e raccolta durante il periodo di Carnevale. Conosciuto anche con il nome di Barbaforte, da tutti chiamato rafano, mentre per la popolazione del Nord, è il cren. Questa radice piccante si coltiva nel lagonegrese, in Val d’Agri e nell’area del Vulture, nel materano e lo puoi gustare fresco da gennaio a marzo. Questa radice sorge spontaneamente soprattutto in luoghi freschi e ricchi d’acqua, proprio come l’Appennino lucano dove sorge spontaneamente, tanto che è altresì chiamata il “tartufo dei poveri”.

Le proprietà salutari del rafano
Il rafano appartiene alla famiglia delle Crucifere, come i cavoli e i broccoli, e possiede tutte le proprietà degli altri membri di questa famiglia, ovvero aiuta la salute del cuore combattendo due dei principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari: il colesterolo e i trigliceridi. La radice aromatica possiede anche proprietà antibatteriche e antibiotiche, è molto efficace contro le infezioni gastrointestinali prodotte da cibo contaminato (fra cui anche il pericolosissimo batterio Escerichia Coli), contro le infezioni del tratto urinario, le faringiti e le infezioni del tratto respiratorio. Nella cosmesi naturale e in ambito della medicina popolare, il rafano è impiegato come rimedio blando contro le macchie della pelle, le dermatosi dell’herpes e l’alopecia.


La Rafanata è un piatto della antica tradizione culinaria lucana. Ha l’aspetto di una morbida frittata ma il suo sapore nasconde un carattere vivace e pungente, caratteristiche dell’ingrediente principale, ovvero: il rafano.

Ingredienti:
6 uova
500 g di patate lesse
150 g di pecorino di Moliterno Dop o di Filiano Dop

100 g rafano
30 g di strutto
300 g di salsiccia stagionata
sale e prezzemolo tritato q.b.

Preparazione: Decorticate il rafano con un pelapatate e grattugiatelo; spellate e schiacciate le patate ancora calde. Sbattete le uova con il formaggio e un pizzico di sale, aggiungete il rafano, le patate e la salsiccia (tagliata a pezzetti).Tritate un mazzetto di prezzemolo.

Ungete una teglia (magari di terracotta, così come la tradizione vuole..) con lo strutto e versatevi il composto all’interno; cuocete la rafanata in forno a 200 gradi, per circa 40 minuti o fin quando la superficie sarà diventata di un bel colore dorato.

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