Fusilli al sugo e rafano

Fusilli sugo e rafano

Il rafano (detto anche “Barbaforte”) è una pianta erbacea perenne delle Crucifere, conosciuta da più di 2000 anni per le sue proprietà antibatteriche. Produce fiori formati da petali bianchi e una radice bianca di forma cilindrica caratterizzata dal gusto piccante e balsamico. Di norma viene consumata fresca o sott’aceto.

Nella cucina tradizionale della Basilicata, il Rafano è spesso usato grattugiato fresco è unito a formaggio pecorino, accompagnando piatti di pasta (solitamente i fusilli fatti in casa) con ragù di carne.

E’ tipico mangiare questo piatto nei giorni del Carnevale. Molte sono le proprietà terapeutiche attribuite al Rafano. Innanzitutto, la sua assunzione favorisce la produzione di bile aiutando il processo digestivo, contribuendo a risolvere eventuali problemi di inappetenza.

Il Rafano, inoltre, ha proprietà antinfiammatorie ed analgesiche che esplicano i loro benefici soprattutto nei confronti delle vie urinarie e respiratorie. Tanti motivi che fanno apprezzare ancora di più questo prodotto, ritenuto da alcuni, il “Tartufo dei poveri”.


Ingredienti per 4 persone:

– per la pasta:
400 gr. di farina di grano duro
acqua tiepida q.b.

– per il sugo:
500 g di spezzatino di maiale
300 g di salsiccia fresca
150 g cotenna
Olio Evo q.b.
passato di pomodoro
prezzemolo ed aglio q.b.
mollica di pane raffermo
rafano q.b.
200 g pecorino di Moliterno grattugiato

Preparazione: Preparare un impasto con farina, acqua e sale. Ricavarne diversi cilindri lunghi almeno dieci centimetri e del diametro di circa un centimetro. Porre sopra ogni pezzo di pasta il ferretto e, con movimento veloce e fermo della mano, arrotolatelo ad esso.

Sfilate allora il ferro e lasciate asciugare i fusilli su una tovaglia. Cospargete con un pizzico di farina la pasta.
Scaldate l’olio in una pentola e preparate il soffritto con carne, salsiccia, cotenna, aglio, prezzemolo e sale q.b.
Aggiungete il passato di pomodoro e lasciare cuocere almeno per 90 minuti.

A parte fate soffriggere la mollica di pane raffermo con un olio EVO e sale.
Scolate la pasta e versatela in una pentola con il sugo preparato, amalgamate bene.
Aggiungere il rafano e il pecorino precedentemente grattugiati e, in seguito, la mollica.

N.B: il rafano va grattugiato al momento di aggiungerlo alla pasta. Questo permette di mantenere intatto l’aroma. Per evitare che la polpa a contatto con l’aria diventi nera può essere utile irrorala, prima di grattugiarla, con del succo di limone o aceto. Per tagliarla la radice si consiglia di usare coltelli di acciaio inossidabile.

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